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parlare di me è una parola,IO,che uso per iniziare tutte le mie frasi,ch'è un modo per ribadire un atteggiamento costantemente distante,un relativismo etico e morale,ma anche fisico, io non sono simpatico,ma gli antipatici non sono come me.

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domenica 12 agosto 2012

Eh,già

ci sono momenti in cui i miei pensieri scorrono liberi,e potrei scrivere pagine e pagine, momenti nei quali il vuoto riecheggia e se fosse descrivibile o fotografabile,riempirei le pagine di questo blog a ciclo continuo.
La cosa più curiosa è che i momenti "creativi" si accumulano mentre lavoro,stimolati probabilmente dall'attività fisica,periodi lunghissimi di ragionamenti sul filo del particolare,senza una traccia precisa e che si dipanano sull'onda emotiva dei vari processi di lavoro.
Spesso vertono sull'esistenza di Dio,sul senso dell'universo ma anche sull'assurdità degli impegni quotidiani,sui problemi che sento o che vedo; dovrei scrivere romanzi,invece...Quel ragionamento che in quelle 2 o 3 ore di lavoro mi era sembrato lucido, coerente,logico, addirittura affascinante, quando mi trovo qui, davanti al pc, mi scivolano via come acqua tra le dita.
Mi resta solamente l'assordante vuoto che mi funesta di fronte allo schermo...
Indi di ciò per cui
è giunto il momento di comunicare il vuoto,l'assenza,il nulla.

la sensazione che si prova nel pensare nulla,è che il vuoto è pieno di possibilità,sono lì.ma non ci sono,oltre la tua portata visiva,lo schermo bianco ti riempe la testa di echi di parole e conversazioni che sembrano aleggiare nell'aria,basterebbe afferrarne un capo per riprendere il filo di una conversazione , di un ragionamento,ma il filo non si fa prendere,
concentrandoti meglio dubiti pure che ci sia un filo da riprendere,
la forma che può prendere un pensiero non si limita a quella di un gomitolo,
a volte sono cristalli che si fondono uno con l'altro danzando in combinazioni sempre diverse giungendo a formare nuove immagini,instabili e fugaci, che immediatamente si spezzano lasciando nuovamente il nulla,
a volte sono lingue di fiamma che avvolgono il ceppo,
disegnando linee di forza che si curvano lungo la superficie del legno,
dando l'assurda sensazione di una carezza di fuoco che scalda e protegge,
ma poi resta solo cenere.

Come si vede che ho bisogno di un po' di vita sociale,
buonanotte!