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parlare di me è una parola,IO,che uso per iniziare tutte le mie frasi,ch'è un modo per ribadire un atteggiamento costantemente distante,un relativismo etico e morale,ma anche fisico, io non sono simpatico,ma gli antipatici non sono come me.

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mercoledì 22 agosto 2012

come avviene la selezione naturale dei mostri




Ho partecipato ad una discussione in questo blog dove cercavo di passare il mio modo di vedere le responsabilità storiche.
Intendiamoci,non ho nessuna intenzione di riabilitare personaggi storici che non hanno nulla di controverso in quanto già ampiamente giudicati e processati,e le cui conclusioni non mi vedono affatto contrario,ma ritengo che il giudizio di quei fatti,perchè porti ad una nuova consapevolezza delle responsabilità della società, non possa essere disgiunto da un attenta analisi dei fattori sociali,storici,ambientali.


Lo so che ora mi attirerò gli strali di un sacco di gente che ritiene che il singolo uomo possa fare cose straordinarie,nel bene e nel male,e non lo nego,ma ritengo che qualunque dittatore prenda il potere,lo faccia sfruttando una qualche forma di consenso.
Resta da vedere cosa si intende per consenso.

Al di là del significato letterale da vocabolario,nella società vi sono delle idee comunemente condivise le cui interpretazioni pratiche sono tanto variegate quanto opinabili,ad esempio:
Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
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questo articolo della costituzione ampiamente condiviso dalla popolazione italiana,cosa vuol dire all'atto pratico?
Si può presumere che lo Stato debba garantire le condizioni giuridiche e burocratiche che consentano uno sviluppo economico efficace,ma anche che lo stato debba creare forzatamente posti di lavoro dove impiegare tutta l'eventuale mano d'opera,se quest'anno si laureano 10000 insegnanti assumo 10000 persone?Ma anche il dovere di ogni cittadino di concorrere attraverso la propria attività al progresso materiale o spirituale della società,è un invito ad espellere,o peggio,i disoccupati?
Le assunzioni di principio vagheggiano di alti valori e raccolgono consenso,ampio consenso,perchè qualsiasi movimento di opinione, per aumentare la portata del suo messaggio renderà il suo messaggio un'enunciazione di principi condivisibili e sfumerà sulle implicazioni pratiche più estremiste o controverse,rendendo di fatto tolerabile qualcosa che normalmente sarebbe inconcepibile oltretutto si devono considerare gli effetti del falso consenso,che portano gruppi di persone che condividono opinioni a ritenere queste dominanti nella società quando nella realtà cosi non è,e a comportarsi come se le loro idee fossero ampiamente condivise,da sommare a quell'ignoranza pluralistica per cui le persone tendono a conformarsi a quella che percepiscono come opinione consensuale invece che agire in base alle proprie percezioni e convinzioni;i due processi agiscono in un gioco di sponda per cui i movimenti ideologici si fanno forti di un consenso immaginario alimentato da uno pseudo consenso di coloro che si conformano a cio che appare l'opinione consensuale,non è necessario che si oppongano,la semplice convinzione che quello sia il consenso dominante e una muta adesione ad esso rendono possibile agire come se il consenso fosse realmente così ampio.


Facciamo un esempio:
L’ipotesi Gaia ha presentato la Terra come un organismo. L’Ecosfera in cui viviamo è una rete che comprende e unisce tutti gli organismi e gli ecosistemi, che ha originato la Vita e la sostiene. Ciascun organismo e ciascun ecosistema vi prende parte a tutti gli effetti. Proponiamo quindi, in alternativa all’antropocentrismo dominante, un’etica ecocentrica incentrata sulla consapevolezza di partecipare alla grande rete della vita cosmica, un sistema di principi morali tale da aiutarci nell’allontanamento dai modi di essere centrati sull’umano e sull’organismo singolo per andare verso un modo di
essere frutto della consapevolezza di partecipare ad un evento unitario che tutto comprende
In tale prospettiva, preoccupa l’incremento smisurato della popolazione, della produzione e dei consumi umani, che nell’insieme comporta un impatto ecologico insostenibile.
questo brano tratto dal sito del movimento Italiano per l'Ecologia Profonda contiene molti memi tipici dell'ambientalismo in internet che per i principi generali possono avere facilmente consenso,ma nell'ultima frase entrando più nello specifico si evidenzia un aspetto che potrebbe indurre qualche preoccupazione;se quello che preoccupa è "l’incremento smisurato della popolazione, della produzione e dei consumi umani, che nell’insieme comporta un impatto ecologico insostenibile" si potrebbe presumere che la soluzione auspicata sia un'inversione di tendenza,ovvero una riduzione della popolazione,della produzione e dei consumi...Come?


Un uomo politico,uno statista,avete presente,uno di quelli che non guarda alle prossime elezioni ma alle prossime generazioni (no,caro Mario non sei tu,al limite tu pensi alla prossima poltrona) si deve preoccupare di coniugare le esigenze della popolazione con uno sfruttamento ambientale ecocompatibile,e questo non perchè a noi piacciano particolarmente gerbilli,zibetti e le loro amenità,ma perchè consapevoli della necessità di assicurare un futuro alle prossime generazioni;
questi signori ,invece,dato che "Proponiamo quindi, in alternativa all’antropocentrismo dominante, un’etica ecocentrica incentrata sulla consapevolezza di partecipare alla grande rete della vita cosmica, un sistema di principi morali tale da aiutarci nell’allontanamento dai modi di essere centrati sull’umano e sull’organismo singolo per andare verso un modo di essere frutto della consapevolezza di partecipare ad un evento unitario che tutto comprende" si devono preoccupare esclusivamente che l'ecosistema si sostenga agevolmente senza doversi preoccupare delle esigenze antropocentriche che potranno essere di conseguenza ridotte in nome della grande mamma gaia,anche la mia mamma
biologica è un po' cosi,2 mamme stronze in una sola vita che sfiga.


Come riduciamo la portata dell'impatto insostenibile della popolazione mondiale?
Un paio di idee ci vengono dal passato




ma capisco che possano risultare antiquate,ma,importantissimo,non in linea con il nuovo spirito ecologico(l'utilizzo di gas altamente cancerogeni,la produzione di una quantità eco-incompatibile di CO₂) quindi si opera il boicottaggio di qualunque forma di progresso che la tecnologia trova per aumentare la produzione alimentare,si propaganda un metodo soft di controllo delle nascite(per quello hard operiamo attraverso guerre,fame,epidemie che speriamo di poter mantenere attive almeno per i prossimi 50 anni) .

Fino a qui abbiamo visto affermazioni che restando nel generale possono essere condivisibili,ma le cui possibili traduzioni pratiche hanno ampie possibilità di trasformarsi in politiche con una base Logica(?) di appoggio che ,senza un adeguato spirito critico possono portare a risultati assolutamente fuori da ogni controllo,a dimostrazione vi riporto un altro passaggio del sito di cui sopra; pronti?
VIA!!!



L’etica ecocentrica che dà valore alla Terra e ai suoi sistemi in evoluzione, al di sopra delle specie, condanna l’accettazione sociale di una fecondità umana illimitata. Un obiettivo ragionevole è la riduzione ai livelli di popolazione dell’ordine di due miliardi di unità o meno.
insomma l'etica ecocentrica condanna poco più di 5 miliardi di persone,capito i carini?
ma come si dice l'importante è che siano gli altri 5 miliardi,no?
Ora,io credo che nessuno o pochissimi di quelli che aderiscono a questo movimento intendano certe cose,ma il potenziale è devastante.
Molti dei problemi posti in questo documento sono reali ma le possibili implicazione del loro modo di affrontarli,delle loro idee sono da considerare con attenzione;non importa quanto siano pressanti le istanze richiamate,quanto siano belle le utopie disegnate dalle ideologie,un minimo di spirito critico è necessario.
Chi può oggi mettersi contro un movimento ambientalista senza essere tacciato di nefandezze di ogni tipo,chi può ribattere alle loro argomentazioni senza essere squalificato con la semplice allusione di essere al soldo delle multinazionali?La deriva del consenso,che spesso non è neppure reale,ha potenzialità pericolose.

Quando si incontra un movimento ideologico di qualsivoglia natura,è necessaria un'attenta analisi del contesto,solitamente una forte critica delle idee,una attenta richiesta di spiegazioni sul come si vuole attuare un programma,un sogno, una puntuale analisi di queste spiegazioni,possono evitare il ripetersi di certi fenomeni e il giusto approccio critico alla storia ci può insegnare dove guardare...
E questo senza assolvere nessun pazzo furioso!