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parlare di me è una parola,IO,che uso per iniziare tutte le mie frasi,ch'è un modo per ribadire un atteggiamento costantemente distante,un relativismo etico e morale,ma anche fisico, io non sono simpatico,ma gli antipatici non sono come me.

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mercoledì 3 aprile 2013

Come Barbalbero...








Nella vita mi sono spesso trovato nella spiacevole condizione di avere un parere isolato,in un paese che vive di appartenenza,di tifo da stadio,che radicalizza tutte le posizioni,financo l'essere moderato o di centro,io mi trovo sempre in una posizione terza che non è specificatamente con nessuno.
Sarà quella mia capacità(il mio superpotere) di non stare dalla parte di nessuno come Barbalbero,per il tratto distintivo che sempre emerge nelle mie considerazioni che impedisce il collimare delle mie opinioni con quelle di chi anche trovo per altri versi vicino ma,sicuramente,anche la diffusa opinione che non sia possibile un modo diverso di essere pro o contro qualcosa.

Oggi sto con l'unione Europea,ma non del tutto,solo un po'.
Parlando d'Europa si discuteva la faccenda della cessione della sovranità che sarebbe richiesta agli stati membri in cambio dell'integrazione nei meccanismi economici,l'eventualità dell'uscita dall' Euro e quant'altro e mi sono accorto che il mio "essere terzo" è spiegabile abbandonando la pessima abitudine di discutere i fatti assumendo le conseguenze come cause e viceversa.
Ad esempio la cessione di sovranità non è in cambio dell'integrazione,
L'integrazione è di fatto una cessione di sovranità,
la cessione di sovranità comporta di fatto l'integrazione,
è discutibile se farlo o no,
è discutibile il come,
di certo non è discutibile il fatto in se.
L'Italia è un paese la cui opinione pubblica è riuscita a perseguire un Europeismo spinto in cui all'integrazione non trovava corrispondente cessione di sovranità.
Nei primi anni 90,mi sentivo un giovane Europeista in pectore,solo che travolto nelle discussioni ne uscivo come euroscettico,fascista per giunta,
(se il tuo interlocutore è fascista non ti servono altri argomenti,hai ragione)
dato che subordinavo ogni movimento verso l'Europa a determinate condizioni,
non ero contrario all'Euro,solo ritenevo che la cessione della ns sovranità monetaria dovesse essere fatta con un cambio più favorevole,ma sopratutto trovavo pericoloso perdere la gestione della moneta e mantenere separata quella del debito.
Mi consola l'aver avuto ragione,preferirei aver avuto torto.
D'altronde era vero che una gestione monetaria omnicomprensiva richiedesse un 'unione politica che era tutt'altro che nelle corde degli eurogaudenti di allora,per i quali l'Europa era un entità terza a cui attingere per trarne benefici mentre ci facevamo i beneamati C.... nostri,illusi!
Comunque non è la cessione di sovranità il problema in se,posso benissimo trovare accettabile annessione dell'Italia ad uno stato federale Europeo,ma allora facciamolo!
per il momento una serie di organismi amministrativi senza nessuna rappresentanza reale del popolo Europeo,subordina l'intervento nei paesi in crisi a provvedimenti di rigore dalla dubbia efficacia se non per le esigenze degli organismi stessi,se l'integrazione viene a mancare ma si realizza solo una cessione di sovranità,viene meno quello che è un progetto di Europa unita e si realizza solo una conquista,un invasione,a cui non vedo perchè dovremmo assogettarci .
Teniamo conto che subordinare il rispetto dei parametri richiesti ad una reale costruzione delle regole Europee è la condizione necessaria perchè quella cessione di sovranità non si trasformi in schiavitù ma in un accesso ad una sovranità più alta nel popolo Europeo.
Ovviamente il porre delle condizioni rende possibile che non vengano accolte,in tal caso l'uscita dall'Euro e dalle istituzioni Europee,che pure considero estremamente deleteri,sarebbero comunque un opzione da praticare,visto che schiavi o poveri sono condizioni simili,ma la seconda vede altri rimanere senza schiavi,la seconda lascia qualcuno con il giochino rotto.

In fondo quando si tratta il ns futuro le parole di barbalbero dovrebbero farci da guida:
Io non sto dalla parte di nessuno perché nessuno è del tutto dalla mia parte; ci sono però, beninteso, casi in cui io sono del tutto dalla parte opposta.